Il Parco del Cilento

Cartina relativa ai confini del Parco del Cilento
La zona in verde fa parte del Parco


Dov'è e come ci si arriva
Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la porzione meridionale della provincia di Salerno. La denominazione ufficiale del parco è peraltro inesatta poiché dal suo perimetro resta escluso il Vallo di Diano, che separa il Cilento dulla Lucania, mentre vi rimane incluso il complesso montuoso degli Alburni. strutturalmente separato dal Cilento vero e proprio. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico; molto meno felici, sotto il profilo dell'inserimento ambientale, sono invece i recenti tratti superstradali realizzati. La statale 18 Tirrena inferiore, in via appunto di trasformazione in superstrada, va da Agropoli a Policastro passando per Vallo della Lucania; la statale 166 degli Alburni taglia in senso latitudinale il parco da San Rufo a Capaccio Vecchio; la 267 del Cilento segue la costa da Agropolifino a Velia per innestarsi poi sulla 447 di Palinuro. Vi sono altre rotabili minori, e purtroppo diverse strade sono state realizzate anche nelle aree più protette del parco, come nella zona del monte Cervati. In treno si può utilizzare la linea Napoli-Salerno-Reggio Calabria che serve tutta la zona costiera del parco, mentre la Battipaglia-Lagonegro lambisce il versante settentrionale degli Alburni.

Un po' di storia
Il primo passo sulla strada del Parco nazionale del Cilento può essere fissato nel giugno del 1973, con il convegno internazionale indetto sul tema "I parchi costieri mediterranei" dall'assessorato al Turismo della Regione Campania in collaborazione con la Mediterranean Association for Manne Biology and Oceanology (Mambo). Cingue giorni di dibattito sottolineano la necessità di realizzare un parco naturale nel terntorio cilentllno in alternativa al "turismo di rapina" che già allora, sulla costa, mostrava i suoi primi nefandi risultati. Nell'occasione viene avanzata una prima, seppure sommaria, proposta di perimetrazione. Da quel momento, nonostante la presentazione in Parlamento di ben quattro proposte di creazione di un parco naturale, il progetto vive soprattutto nell'instancabile ostinazione di alcuni volontari, fino a sboccare nella costituzione, nel marzo 1989 ad Agnone, di un Comitato promotore per il Parco del Cilento presieduto da Franco Tassi e formato, tra gli altri, da naturalisti e protezionisti ben noti come Antonio Canu, Francesco Corbetta, Pietro Dohrn, Grazia Francescato, Giampiero Indelli, Fulco Pratesi, Giuseppe Tarallo... Raccolte di firme a favore del parco, una mostra itinerante, incontri pubblici, la redazione di una carta delle aree di maggior pregio naturalistico, momenti di coinvolgimento della popolazione e dei giovani in particolare segnano la vita del Comitato. Un primo risultato è l'istituzione da parte del ministero dell'Agricoltura di due riserve naturali rispettivamente sul monte Cervati e sul fiume Calore, per un totale di 36.000 ettari. Infine, il 6 dicembre 1991, con la legge 394, l'atto ufficiale di nascita del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

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