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TAGLI CILENTANI

Prima la scuola poi la sanità

Tagli cilentani
PRIMA ALLA SCUOLA E POI ALLA SANITA’

Povera ministro Gelmini! Quante ne hanno dette e scritte sul suo operato… Quante proteste sono state fatte attraverso tutti i mezzi di comunicazione… I tagli ci sono stati: è evidente. Le prime ad essere eliminate erano le scuole medie di paesini dell’interno, che come tutti sappiamo vanno spopolandosi, mentre quelli costieri aumentano vertiginosamente. Scuole con dieci alunni e venti tra professori, segretari e bidelli andavano logicamente soppresse. E gli alunni? Cinquanta anni fa per andare da un paese all’altro, magari facendo venti chilometri su strade sterrare e piene di pozzanghere, a cavallo dell’asino o a piedi, si impiegava una mezza giornata. Oggi con le corriere e con le auto, meno di mezz’ora. E la socializzazione dove la mettiamo? In una scuola con dieci alunni non si può socializzare, né tantomeno usufruire di moderne strutture, né di attrezzature come in una scuola di duecento o trecento alunni. E quindi è giusto rivedere certi parametri per le scuole elementari e medie dei paesini dell’interno. I “pulmini” scolastici, detti anche scuolabus, possono sopperire certe carenze. Ma i posti di lavoro si perdono, potrà osservare qualcuno poco attento alle esigenze di una moderna economia, per di più anche in recesso. Certamente che si perdono, ma se ne possono trovare altri con una riconversione studiata ed oculata. A questo punto bisogna fare la grossa differenza tra il lavoratore produttivo e quello non produttivo. In una scuola con dieci alunni e con un personale di venti unità non ci può essere il posto di lavoro. Si tratterà senza dubbio, limitatamente ad alcuni casi, di un posto di…non lavoro! Il bidello può essere riconvertito anche in accompagnatore di scuolabus. Un professore può diventare un educatore di attività collaterali pomeridiane. Un “riciclaggio” di personale non improduttivo. Ad Agropoli e nel Cilento ci sono state molte manifestazioni con una imponente folla di studenti con tanto di carro musicale assordante e blocco del traffico. Questa folla festante di giovanissimi contenti di aver dato il loro contributo alla protesta ed alla manifestazione ( qualcuno forse anche contento di aver marinato la scuola) non era minimamente rappresentata alla protesta contro la chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Agropoli. In tutte le manifestazioni sia nell’aula magna della struttura, che nell’aula consiliare o in piazza, la presenza di questi giovanissimi è stata quasi nulla. Forse che i tagli alla sanità danneggiavano la comunità agropolese e cilentana in maniera minore che quelli alla scuola? Forse che questi giovanissimi non erano stati adeguatamente informati sulla necessità di mantenere il Pronto Soccorso Attivo nella nostra comunità? Ed a questo punto la domanda sorge spontanea: perché questa diversità? L’utenza è senza dubbio di pari validità. Ma interessarsi in maniera così evidente della pubblica istruzione e quasi per nulla della Sanità, si può anche porre, l’uomo qualunque come il sottoscritto, la domanda se queste diversità hanno un sottofondo politico o, per meglio dire, politicizzato. Sia ben chiaro che anche i tagli alla sanità hanno coinvolto uomini politici in una passerella oratoria degna di Salsomaggiore. In conclusione, sia i tagli alla scuola che i tagli alla sanità comportano tagli al mondo del lavoro. Ma questo a mio avviso non è il problema principale. Il diritto al lavoro è sacrosanto, ma il diritto alla salute viene al primo posto…

Catello Nastro

di Catello Nastro il 20.02.2009

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